I fuochi del ricordo

(da CataniaPolitica, il quotidiano online di Catania) di Federico Moretti- “Ricordare è giusto dopo oltre cinquant’anni di oblio e di menzogne ed è doveroso che i ragazzi si trovino in piazza e le istituzioni siano accanto a loro. Condivisa o meno questa è la storia di centinaia o migliaia di italiani massacrati e dimenticati dai libri di storia”. Con queste parole il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha commentato la partecipata fiaccolata che si è tenuta ieri in memoria delle vittime delle foibe.

Un lungo corteo che partendo alle ore 18.30 da piazza Stesicoro è arrivato fino a piazza Università dove i presenti hanno reso omaggio alla corona di fiori deposta in ricordo degli infobiati. Tra i partecipanti numerosi esponenti del mondo politico tra cui il primo cittadino di Catania Raffaele Stancanelli, il vicesindaco Arcidiacono, gli l’assessori Cannizzo e Vaccato, i consiglieri comunali Manlio Messina, Giacomo Bellavia e Carmencita Santagati (tutti del Pdl) e Fabio Fatuzzo di Futuro e Libertà. E poi tantissimi giovani che hanno sfilato sventolando bandiere italiane al grido di “Istria, Fiume e Dalmazia né Slovenia né Croazia”. Da segnalare anche la presenza di alcuni paracadutisti veterani del secondo conflitto mondiale. Tra i gruppi partecipi hanno aderito la Giovane Italia, formazione giovanile del Pdl, lo spazio Libero Cervantes, Donne in Azione e Trinacria. Tutti uniti sotto la bandiera del “Comitato 10 Febbraio”. Secondo gli organizzatori sono oltre trecento le persone che hanno partecipato al corteo mentre i dati diffusi dalla Questura parlano di circa 150 manifestanti.

“Una manifestazione importante per tenere vivo il ricordo dopo sessanta anni di silenzio assordante della storiografia ufficiale” così Salvo Pogliese, deputato regionale del Pdl sottolinea l’importanza culturale ed istituzionale della giornata del ricordo. Gaetano Fatuzzo (coordinatore Cervantes) punta invece il dito contro i critici ribadendo che “non ricordare significa non avere una memoria condivisa ed al 150° anniversario dell’unità italiana oggi più di ieri è necessario commemorare quella che può essere definita come la più grande tragedia della nostra storia nazionale.” Su questo punto interviene anche il consigliere Manlio Messina che sottolinea come “ in Italia per sessant’anni è durato un dopoguerra che ha inglobato la tragedia dei 15.000 infobiati . Solo con una dura battaglia, che ha condotto la destra politica italiana, si è arrivati alla legge 92 del 2004 che ha istituito ufficialmente la giornata del ricordo”. Da una questione differente parte la dichiarazione di Laura Iraci, consigliere comunale a San Giovanni La Punta, che chiede “perché dimenticare quando per troppo tempo non siamo stati istruiti su una realtà storica che molti giovani disconoscono e continuano a non conoscere rimanendo ignoranti in questa direzione”.

Se critica, sulla mancanza di una coscienza comune riguardante la tragedia delle foibe, è la voce dei politici , non da meno è quella dei giovani. Irene Alleruzzo, esponente di Donne in Azione, ricorda come “nella mia scuola non si è mai parlato delle foibe né durante le lezioni né per affrontare dibattiti. L’unica volta che è uscito il discorso è stato per litigare con chi la pensa diversamente”.

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