Non c’è spazio nel Pdl per gente in odore di mafia

Non c’è da fare distinguo o cimentarsi in acrobatici ragionamenti. La riorganizzazione di un grande partito come il Popolo della Libertà passa obbligatoriamente da una scelta seria e fondamentale: personaggi in odore di mafia, come Dell’Utri e Cosentino, non possono farne parte. Chi è stato condannato per reati di mafia dev’essere automaticamente espulso dal Pdl.

Sono profondamente convinto di questo e ho sposato fin da subito la proposta del ministro Giorgia Meloni sull’introduzione, nello statuto del Pdl, di una norma che preveda il no alla ricandidatura e l’espulsione per chi è stato condannato in via definitiva per corruzione e mafia. E’ una questione di credibilità di fronte ai cittadini e agli elettori.

La battagli forte e dura che il Governo targato Pdl sta combattendo contro la mafia è sotto gli occhi di tutti, dalla decapitazione dei vertici della camorra con l’arresto dei boss dei Casalesi ai colpi inferti alla mafia in Sicilia, ma ospitare all’interno delle nostre fila soggetti chiacchierati e con condanne sulle spalle, per quanto non definitive, offre un’immagine sbagliata del Popolo della Libertà, che è invece un grande partito composto da uomini liberi e onesti. Non si può permettere che poche mele marce offuschino la credibilità di un intero mondo. Bisogna combattere strenuamente la battaglia contro ogni infiltrazione mafiosa nei partiti e nelle istituzioni senza conoscere eccezioni e permettersi ombre. Per questo lo ribadisco: niente gente in odore di mafia! Cosentino e Dell’Utri fuori dal partito!

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