Catania: Giorgia Meloni “battezza” l’ingresso di “Fratelli d’Italia” in Comune

Catania: Giorgia Meloni “battezza” l’ingresso di “Fratelli d’Italia” in Comune

Due consiglieri – Manlio Messina e Ludovico Balsamo – presentati dai vertici del partito

“Fratelli d’Italia” entra al comune di Catania: lo fa con due consiglieri d’opposizione, Manlio Messina e Ludovico Balsamo. A “battezzare” l’evento, ieri nella “sala Coppola” di Palazzo degli Elefanti, i vertici nazionali del partito, con il presidente nazionale Giorgia Meloni e il coordinatore per la Sicilia Sandro Pappalardo.

Accano a loro tanti volti della destra catanese, da Luciano Zuccarello a Roberto Lombardo, da Pippo Failla a Stephen Distefano. Promettono “opposizione rigida” all’amministrazione Bianco i due consiglieri, in particolare Manlio Messina ch, per le sue posizioni in Consiglio comunale è stato da taluni definito “l’intransigente”. Oggi, si vota il bilancio di previsione: un primo “banco di prova” per verificare questa opposizione.

Intanto, ieri, tutto è ruotato attorno alla presenza di Giorgia Meloni: dal leader nazionale di questo partito, che porta anche nella sua simbologia il riferimento al Msi, sono rieccheggiati i temi cari della destra sociale e identitaria, che si oppone al governo Renzi (“il conflitto d’interessi è fra il governo e le banche” ha detto la Meloni in riferimento al “caso Boschi”), all’esecutivo Crocetta (“la peggiore amministrazione della storia della regione siciliana”) e alla giunta Bianco (“vorremmo un sindaco che stesse lì a fare il sindaco per l’amore della città e non nell’attesa di potersi lanciare in una poltrona per lui più significativa”).

Insomma, per il presidente di Fratelli d’Italia il governo Renzi, con la legge di stabilità, ha pensato soprattutto ai poteri forti, mentre la povertà –per gli italiani, è stato sottolineato- aumenta. Di qui, una serie di misure proposte e bocciate in sede parlamentare.
Ma “Fratelli d’Italia” in Sicilia ha raccolto, con i suoi banchetti, centinia e centinaia di chili di generi di prima necessità da distribuire alle famiglie cadute sotto la soglia della povertà: lo ha ricordato, fra l’altro, Sandro Pappalardo, che ha altresì evidenziato il radicamento e l’espansione del partito in Sicilia.

E loro, i due consiglieri di Palazzo degli Elefanti? Ludovico Balsamo ha sottolineato l’esigenza di ripartire sostenendo chi produce, insomma le imprese. Manlio Messina, invece, ha evidenziato che per lui è un “ritorno a casa”, mettendo di seguito i temi da affrontare nell’agenda politica: cura del territorio, famiglia, lavoro. Ha poi dichiarato: “su Catania entriamo a ‘gamba tesa’… se qualcuno lo avesse dimenticato siamo all’opposizione, lo siamo sempre stati e oggi ancora di più. Esclusivamente e in maniera rigida”. Di qui una critica “forte” alle amministrazioni Crocetta e Bianco (“hanno fatto dolori e danni al nostro territorio”). Da Messina, quindi, è arrivato un “no” alla politica come “clientela”: “abbiamo fatto un percorso diverso, perché la politica non è brutta, lo diventa quando ci sono persone che la rendono brutta”.

E sul suo rapporto con Giorgia Meloni ha rammentato che alcuni anni orsono non l’aveva seguita “per non lasciare alcuni amici”. Conclusione: un riferimento – e in sala a qualcuno gli occhi sono diventati lucidi – alla figura di Giorgio Almirante e al suo legame con Catania definita “pupilla dei suoi occhi”. Un riferimento politico che ancora suscita emozioni nel “popolo della destra”. Che attende una possibile ricomposizione per tornare a governare sulle macerie del centrosinistra

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