Catania nel cuore

Manlio Messina al sindaco Bianco: “Il tempo del rodaggio è terminato”

(da BlogSicilia.it)

di Francesco Lamiani

E’ stato vicinissimo a Silvio Berlusconi, per un po’ si è immaginato che potesse confluire in Forza Italia. Oggi la sua formazione, Area Centrodestra, rimane fuori dai partiti e Manlio Messina, consigliere comunale catanese e capogruppo del soggetto politico che si completa con Tuccio Tringale e Salvo Giuffrida, immagina la ricostruzione del blocco moderato e un candidato sindaco 40enne che fra quattro anni possa sfidare e battere Enzo Bianco.

Messina, l’avevamo lasciata a Palazzo Grazioli ad un passo da Forza Italia: cosa è successo?

“Immaginavamo che potesse esserci un ricambio generazionale, che non vuol dire necessariamente scalzare i più anziani, semmai una valorizzazione di una nuova classe dirigente. Questo non c’è stato. Ritenevamo e riteniamo che il cambio di passo, dare spazio a una nuova generazione, sia fondamentale”.

Il Pd a livello nazionale l’ha fatto…

“Certamente. E auspicavamo per noi ciò che ha fatto Matteo Renzi. Proprio nel Pd le figure altisonanti dell’ultimo ventennio mantengono un ruolo importante pur rimanendo dietro le quinte e certamente non occupando più la prima linea. La classe dirigente del partito e anche larga parte dell’esecutivo di Renzi sono composti da quarantenni. E onestamente anche Ncd, che al Governo è presente con lo stesso Alfano o con Lupi e la Lorenzin, riconosce ruoli importanti a personaggi come Renato Schifani. Noi avevamo chiesto questo a Berlusconi: dare più spazio ai giovani senza silurare gli anziani”.

Ve la siete legata al dito con Forza Italia. Almeno così pare…

“Assolutamente no. Noi ragioniamo con tutti i soggetti del centrodestra. Siamo usciti dai partiti perché riteniamo che in questo momento non esistano i presupposti per una scelta partitica, ma collaboriamo con ogni partito di centrodestra, quindi anche con Forza Italia e Ncd, perché serve ricompattare il centrodestra soprattutto nel nostro territorio”.

Il progetto Area Centrodestra continua, dunque…

“Area Centrodestra è viva e vegeta, tra l’altro statisticamente risulta essere la formazione consiliare maggiormente presente in Consiglio comunale oltre ad essere un gruppo prolifico in termini di proposte”.

A Catania l’opposizione sembra silenziosa, almeno così viene percepito…

“Non è affatto vero. Siamo sempre presenti in aula basti pensare che le delibere più importanti, fra queste anche alcune che attingono ad un percorso della passata amministrazione, sono state votate grazie alla presenza dell’opposizione. Oppure le varianti al Prg: sono state ritirate grazie ad un’opposizione dura. Certamente il nostro lavoro emerge poco perché senza addetti stampa ci viene più difficile comunicare cosa stiamo facendo, ma basta collegarsi al sito web del Comune di Catania per comprendere l’azione che portiamo avanti”.

Forse la personalità forte del sindaco Enzo Bianco, abile anche nel comunicare, oscura la vostra attività?

“Bianco è una persona di livello, ma commette degli errori e quelli che ha commesso sono stati puntualmente evidenziati. Sul caso Tondo Gioeni, ad esempio, abbiamo condotto una battaglia importante, così come sui new jersey rimossi dal lungomare. Bianco però, per quanto abbia una grande personalità, deve circondarsi di persone con maggiore senso di responsabilità. Oggi il sindaco è tirato per la giacca anche da chi ha consentito la propria elezione. Articolo 4, ad esempio, chiede più spazio e il Consiglio ha grande difficoltà a portare avanti i lavori. Nell’ultima seduta è mancato ancora una volta il numero legale…”

A Catania, ma anche nella città di Palermo dove governa Orlando, non sembrano emergere fra i vari schieramenti dei quarantenni che possano essere alternativi o eredi dei progetti attuali. Cosa succede a questa generazione?

“Parlo per il centrodestra perché è la mia area di riferimento ed è vero che ad oggi, da queste parti, non è stata data la possibilità di emergere ai ragazzi della stessa generazione di Renzi, Salvini e Giorgia Meloni. A Catania, tuttavia, questa generazione conta un elemento di spessore come Salvo Pogliese. Lui, con grande correttezza nei confronti di Raffaele Stancanelli, ha fatto un passo indietro e scelto il percorso in Europa. Chissà forse con Pogliese candidato sindaco avremmo avuto un quid generazionale in più che ci avrebbe permesso di mantenere il governo della città. Con ciò non voglio screditare il lavoro di Stancanelli, anzi penso sia stato uno dei migliori sindaci che Catania abbia avuto negli ultimi tempi”.

Ma allora perché non è stato eletto?

“Perché anche lui, probabilmente per la propria indole, ha fatto l’errore di non comunicare bene all’esterno ciò che stava facendo: un grande lavoro. E oggi, dopo un anno di Amministrazione Bianco, penso che i catanesi se ne siano accorti. Basti immaginare l’azione di risanamento del debito che Stancanelli è riuscito a condurre: dal miliardo e duecento milioni di euro del 2008, nonostante i continui tagli da parte dei governi nazionali e regionali, siamo arrivati a 700milioni di euro”

Bianco ha dato seguito proprio a questa misura…

“Vero, confermando che era stato fatto un ottimo lavoro. Soprattutto l’assessore al Bilancio, Giuseppe Giralando, ha riconosciuto che il piano di riequilibrio è una sorta di figlio adottivo. E poi, se Ministero e Corte dei Conti hanno giudicato favorevolmente quel piano vorrà dire che è stato fatto un buon lavoro. Certo, Stancanelli di errori ne ha commessi, ma mi piace ricordare iniziative positive come il Brt che a livello nazionale viene riconosciuto come una soluzione innovativa per la viabilità complessa di una città come Catania. Ciò che mi rammarica, spero non si tratti di una linea di Bianco, è che proprio il Brt venga quasi delegittimato dall’attuale Amministrazione. Gli hanno solo cambiato colore. Peccato”.

Ci sarà qualcosa che le piace fra quelle realizzate dalla giunta comunale?

“Sinceramente dopo un anno non mi viene in mente nulla. Anche piazza Galatea, inaugurata da poco, è un vecchio progetto della giunta Stancanelli. Mi auguro che dopo 14 mesi di rodaggio, ed anche per questo l’opposizione è stata meno aggressiva perché era giusto dare la possibilità all’amministrazione di entrare nel meccanismo, si realizzi qualcosa di concreto per la città. Ad esempio si potrebbe portare in Consiglio il Prg invece di presentare una variante al Centro storico che premierà pochi a danno di tanti. La precedente amministrazione, invece, aveva portato il Prg in Aula, avevamo votato il Pua, abbiamo ripreso il progetto dei parcheggi scambiatori. Oggi è tutto fermo”.

A scadenza naturale di questo mandato chi candidereste a sindaco di Catania?

“E’ assolutamente prematuro parlarne. Certo dobbiamo riprendere Catania per toglierla di mano a quello che non è nemmeno un centrosinistra, visto che ci sono elementi che sedevano nella maggioranza di Stancanelli, ma in politica di persone folgorate sulla via di Damasco ne abbiamo conosciute tante…Ripeto, l’unico obiettivo del centrodestra è ricostruirsi e ricostruire, magari immaginare che la classe dei 30-40enni possa esprimere fra cinque anni un candidato sindaco”

E se, ad esempio, Enzo Bianco fosse candidato alla presidenza della Regione?

“E’ una voce che circola, ma penso sia solo una voce. Bianco quando scelse di fare il ministro dell’Interno pagò un pegno: i catanesi non perdonarono facilmente. Vero è che la Regione ha bisogno di un cambio immediato, Crocetta è uno dei più grossi bluff che la storia della politica e riconosco a Bianco quel carisma di cui la presidenza della Regione Siciliana ha bisogno, ma mi auguro che ci torni qualcuno del centrodestra. Certamente rimpiango che non sia stato eletto Nello Musumeci, oggi la Sicilia sarebbe in ben altra direzione. Anche in questa occasione, però, i siciliani se ne sono resi conto troppo tardi…”

Messina è coinvolto in un’inchiesta su presunti indebiti rimborsi ottenuti da Comune di Catania, come vive questa condizione?

“Come tutte le persone che sanno di avere agito con trasparenza. Non nascondo di avere avuto dei momenti di scoramento e che questa vicenda umanamente mi ha molto provato. Pensavo addirittura di fare altre scelte, ma la verità verrà fuori per questo sono sereno e convinto di non potere essere colpito da qualcosa che non ho commesso. Siamo in un Paese civile e democratico e sono certo che ci sia ancora uno spirito di libertà”.

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