“Cittadini in…formazione”: concluso il corso di formazione con una lezione sull’Europa

“Unione Europea e ECI (European Citizens’ Initiative)”. Questo l’interessante argomento del quarto e ultimo appuntamento del corso di formazione “Cittadini in…formazione”, organizzato dall’associazione “Idee in azione” esvoltosi nel pomeriggio di giovedì 21 luglio, che ha visto la partecipazione attenta di numerosi cittadini.

A introdurre la lezione sugli istituti di partecipazione diretta previsti dall’Unione Europea sono stati l’on. Salvo Pogliese, vice capogruppo del PdL all’Ars, e il consigliere comunale PdL Manlio Messina, presidente della VII Commissione Cultura Sport&Turismo del Comune di Catania.

“Promuovere forme e modelli di democrazia partecipativa e deliberativa – ha sottolineato l’on. Pogliese – consente alle Istituzioni pubbliche di valorizzare l’ascolto dei cittadini, di renderli partecipi e attivi alla vita stessa della comunità in cui vivono, di responsabilizzarli sulle scelte che li riguardano.”.

“La democrazia partecipativa – ha rilevato Messina – offre a tutte le categorie dei cittadini un ruolo significativo nel controllo dell’operato delle istituzioni pubbliche e private e la capacità di verificare il livello dei servizi offerti.”.

Con la moderazione di Loredana Giacolla, dell’associazione “Trinacria donne”, si è poi dato il via alla lezione del corso di formazione.

Sull’evoluzione giuridica e sociale dell’Unione europea sì è concentrato l’interessante e approfondito intervento della prof.ssa Ida Nicotra, ordinario di Diritto Costituzionale nell’Università di Catania. Dalla nascita dell’Unione fino ai giorni nostri, attraversando i momenti di più vivido europeismo, come nel giugno del 1979 quando si tennero le prime elezioni europee con suffragio universale, ai momenti di montante euroscetticismo, come la bocciatura della Costituzione europea causata dai ‘no’ dei referendum francese e olandese del 2005.

“La bocciatura della Costituzione europea, duro stop al percorso unitario europeo solo parzialmente ripartito con il Trattato di Lisbona del 2007, ha posto in evidenza quanto fosse distante quel testo costituzionale, estremamente complesso e articolato, dal sentire dei popoli europei mancando di quelle caratteristiche precipue di ogni Costituzione, ovvero la semplicità delle norme contenutevi e il poggiare su pochi, ma estremamente sentiti e condivisi, valori.”. – ha spiegato la prof.ssa Nicotra.

Sul funzionamento delle Istituzioni europee e sul loro relazionarsi con i cittadini è stato invece incentrato l’intervento dell’on. Giovanni La Via, europarlamentare del Pdl, che si è poi soffermato sulle complessità della macchina europea e sulle modifiche apportate dal Trattato di Lisbona.

“Il Trattato di Lisbona – ha posto l’accento l’on. La Via – definisce con maggiore chiarezza la ripartizione delle competenze tra l’Unione e i paesi membri, definendo con maggiore precisione i confini entro i quali deve rimanere la prima e accrescendo i poteri di controllo sulle istituzioni europee dei secondi. Semplifica il meccanismo di voto nel Consiglio e ne accresce il ruolo, confermando la natura intergovernativa dell’Unione. Incrementa inoltre il prestigio dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, passo rilevante per dotare l’Unione di una sua politica estera, che ha maggiore controllo sui servizi attivi nelle relazioni esterne dell’Unione, anche se, al tempo stesso, resterà sempre subordinato a ventisette politiche estere e di sicurezza nazionali.”.

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