“Istituti di partecipazione. Il Comune di Catania e la Regione siciliana.”

“Istituti di partecipazione. Il Comune di Catania e la Regione siciliana.”. Questo l’interessante, e quanto mai attuale, tema del secondo appuntamento del corso di formazione “Cittadini in…formazione”, organizzato dall’associazione “Idee in azione”, che si è tenuto nel pomeriggio di sabato 7 aprile presso il Palazzo Platamone di Catania. A illustrare gli strumenti previsti dagli ordinamenti in materia di partecipazione popolare negli Enti Locali, spiegandone dettagliatamente il funzionamento e l’utilizzo, sono stati l’on. Salvo Pogliese, vice presidente del Pdl all’Assemblea regionale siciliana, il dott. Vito di Mauro, sindaco di Aci Bonaccorsi, e il dott. Manlio Messina, consigliere comunale Pdl e presidente della VII Commissione consiliare Cultura Sport&Turismo del comune di Catania. Moderatrice dell’appuntamento Claudia Pinnale, dell’’associazione Trinacria donne.

Ad aprire i lavori nell’affollata sala di Palazzo Platamone, dopo i saluti di rito del dott. Armando Greco in qualità di presidente di Idee in Azione, è stato il consigliere comunale Manlio Messina il cui intervento è stato tutto centrato su quanto previsto dallo Statuto del Comune di Catania, e dal relativo regolamento attuativo da poco esitato dall’Assemblea cittadina, in tema di forme di consultazione della popolazione.

“La partecipazione dei cittadini all’amministrazione – ha spiegato Messina – esprime il concorso diretto della comunità all’esercizio delle funzioni di rappresentanza degli organi elettivi, e realizza la più elevata democratizzazione del rapporto tra gli organi predetti e i cittadini.”. L’esaustivo intervento del consigliere comunale si è soffermato sulle procedure per l’ammissione d’istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi. Sottolineando altresì le garanzie che l’ordinamento pone per il tempestivo esame delle proposte avanzate dai cittadini all’Ente locale.

Interessante e completo l’intervento del dott. Vito Di Mauro in qualità di sindaco di Aci Bonaccorsi, ovvero di uno dei pochissimi Comuni d’Italia in cui le esperienze della democrazia diretta vengono concretamente esercitate grazie a tutta una serie di iniziative predisposte dall’Amministrazione comunale, sulle quali spicca l’adozione del c.d. Bilancio partecipato.

“L’esperienza del Bilancio partecipato – ha ricordato Di Mauro – nasce in Brasile, esattamente a Porto Alegre, nel 1989 con il fine di permettere ai cittadini di partecipare attivamente allo sviluppo ed elaborazione della politica dell’Ente comunale”.

Con il Bilancio partecipato il coinvolgimento dei cittadini si realizza su base territoriale essendo la città divisa in circoscrizioni o quartieri. Nel corso di riunioni pubbliche la popolazione di ciascuna circoscrizione è invitata a precisare i suoi bisogni e a stabilire delle priorita’ in vari campi o settori (ambiente, educazione, salute…). Il Comune è presente a tutte le riunioni attraverso un proprio rappresentante, che ha il computo di fornire le informazioni tecniche, legali, finanziarie e per fare delle proposte, attento, però, a non influenzare le decisioni dei partecipanti alle riunioni. Alla fine delle riunioni i cittadini presentano le proprie richieste in forma documentale all’Ufficio di pianificazione, che stila un progetto di Bilancio, che tenga conto delle priorità indicate dai cittadini. Il Bilancio viene alla fine approvato dal Consiglio comunale.

Gli istituti di partecipazione diretta previsti dallo Statuto della Regione siciliana sono stati invece il fulcro dell’approfondito e documentato intervento dell’on. Salvo Pogliese che ha rilevato come “le forme di democrazia diretta costituiscono una delle principali medicine per combattere la disaffezione dei cittadini verso una politica che appare sempre più corrotta e lontana dalle reali esigenze della popolazione. Nella mia esperienza di deputato regionale si può dire che abbia sempre fatto uso degli istituti di partecipazione, essendo ogni mio atto parlamentare, o attività legislativa, frutto delle segnalazioni e dei progetti che i cittadini mi presentano, e di cui fornisco loro sempre immediata contezza anche usando i nuovi strumenti tecnologici come i social network”.

L’on. Pogliese illustrando i vari strumenti di democrazia diretta per la Regione siciliana si è soffermato particolarmente sulla possibilità concessa ai cittadini di presentare un disegno di legge regionale, esplicando la procedura che deve essere seguita e gli argomenti che possono essere oggetto del disegno di legge.

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